Da
tempo si sentiva in ambiente universitario italiano la necessità
di un testo che facesse il punto sulle ultime ipotesi concernenti
l'evoluzione umana, soprattutto dopo i più recenti ritrovamenti
di fossili di ominidi verificatesi nell'ultimo quinquennio nella
culla dell'umanità, l'Africa sudorientale, e nel prossimo
Oriente. Con essi lo scenario globale sulle tappe, che hanno
visto la famiglia degli ominidi lentamente formarsi e diffondersi
nei vari continenti, ha dovuto essere profondamente reinterpretato;
si sono potute così definire nuove specie e con esse
riconsiderare quelle già conosciute nel tentativo di
una loro collocazione più consona nella scala evolutiva.
Il presente manuale è stato concepito per questo scopo.
Si inizia con una breve esposizione dei principali criteri tassonomici
e delle più accreditate teorie evoluzionistiche che sono
alla base dei fenomeni evolutivi dei viventi; si evidenzia poi
l'importanza dell'Antropologia molecolare quale rinnovo della
visione globale di questi processi; si espongono dettagliatamente
i siti ed il record fossile ominide in essi contenuto, specialmente
delle più antiche tappe (da sei milioni di anni fino
alla comparsa del genere Homo) e se ne evidenziano le peculiarità
fenetiche; si tenta una interpretazione delle stesse, secondo
il pensiero dei paleoantropologi più accreditati, in
vista di una loro migliore collocazione tassonomica. Uguale
impegno è riservato ai rappresentanti del genere Homo,
dalle forme più antiche (habilis ed ergaster), a quelle
del Pleistocene superiore, erectus, heidelbergensis, neanderthalensis,
che hanno occupato i più disparati orizzonti ecologici,
a seconda delle possibilità del momento. Si evidenziano
costantemente i complessi fenetici (sinapomorfie) e quelli arcaici
di antica eredità (simplesiomorfie) propri della specie
trattata. Si discute dell'annosa questione dell'origine dell'uomo
moderno, secondo le più recenti acquisizioni sui due
modelli (ipotesi "multiregionale" e ipotesi "out
of Africa") supportate anche dai risultati dello straordinario
binomio aDNA-mtDNA. Per la prima volta sono presentati i reperti
rinvenuti sul territorio italiano, ad iniziare dal più
antico per ora rinvenuto, il cranio di Ceprano, vecchio di 800-900
Ma, con una dovizia di particolari tale da farli assurgere alla
dignità degli altri, ben più reclamizzati. Una
serie di box permette di spaziare anche su aspetti ecologici,
di datazione e culturali che hanno accompagnato il genere Homo
dal suo apparire sulla scena evolutiva. Tutti questi aspetti
vengono considerati in una veste molto aggiornata e iconograficamente
ben documentata. La linearità dell'esposizione permette
di seguire l'evolversi dei temi in maniera consequenziale.
Il manuale, curato da Francesco Mallegni, comprende testi dell'autore
e di componenti della sua scuola (Emiliano Carnieri, Pier Francesco
Fabbri, Stefano Ricci e Giandonato Tartarelli), di Gianfranco
Biondi e di Olga Rickards. I box portano la firma dei suddetti
ed inoltre di Giovanni Boschian, Mario Dini, Giorgio Manzi,
Fabio Negrino e Carlo Tozzi. Il libro si avvale di un ricco
glossario e di una spettacolare bibliografia, degna di un lavoro
su rivista specializzata; è edito da
LTU Guarguaglini
(Libreria Testi Universitari - s.n.c. di Guarguaglini Tucci
E.& Figli), via S. Maria n° 14/18- 56126 Pisa
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